Ibride di te

Le attuali ibride di te, sono molto diverse dalla prima, comparsa nel 1867 ad opera di Jean Baptiste Guillot. Queste erano il risultato dell’incontro tra le nostre rose europee, arbusti fitti  ma poco rifiorenti, con rose provenienti dall’oriente, te e cinesi, capaci di rifiorire fino al tardo autunno.

Fu una delle più significative rivoluzioni apparse nel mondo della rosa: con queste rose chiamate ibride di te aumentò il mercato dei fiori recisi, dai boccioli appuntiti e steli lunghi, adatti ad essere raccolti. Chiaramente in queste prime rose permanevano difetti gravi come il peduncolo non rigido e piante poco produttive e scarne, importanti solo per produrre i fiori.

Difetti che hanno accompagnato a lungo molte ibride di te discendenti.

La moda spazzò via prima di tutto le non rifiorenti, poi gli ibridi perpetui e anche diverse burboniane, perché troppo diverse dalle richieste del mercato e anche degli appassionati.

Questa evoluzione ebbe il suo apice attorno agli anni ’50 con l’entrata in commercio di ibride di te e grandi fiori di eccezionale bellezza. Le rose introdotte in quegli anni hanno rappresentato quasi l’unico contenitore da cui è stato attinto materiale genetico per creare le così dette “rose moderne”.

Ciò nonostante le ibride di te di adesso sono sempre più sane, compatte, profumate e affidabili.

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