Mal bianco della rosa: cos’è e come prevenirlo
Il mal bianco della rosa, chiamato anche oidio, è una delle malattie più comuni che possono colpire le rose. È facile riconoscerlo e, se affrontato per tempo, può essere tenuto sotto controllo anche da chi non è esperto di giardinaggio.
Cos’è il mal bianco della rosa
Il mal bianco della rosa (Sphaeroteca pannosa) è una malattia fungina che si manifesta soprattutto in primavera e nei periodi con elevata umidità dell’aria e scarso arieggiamento.
Come riconoscerlo
I sintomi sono abbastanza evidenti e interessano soprattutto i giovani germogli:
- patina biancastra simile a farina su foglie, germogli e boccioli;
- foglie che si arricciano o deformano;
- crescita rallentata della pianta;
- boccioli che faticano ad aprirsi.
L’oidio colpisce in particolare i germogli teneri, da quando raggiungono una lunghezza di circa 10–15 cm a quando i tessuti iniziano a irrobustirsi, solitamente nel momento della fioritura e tende a ridursi con l’arrivo del caldo estivo, che rende l’ambiente meno favorevole allo sviluppo del fungo.
Prevenzione e cura del mal bianco
La prevenzione è il modo migliore per proteggere le rose dal mal bianco, soprattutto per chi coltiva il giardino per passione.
Azioni preventive utili:
- rimuovere regolarmente le foglie cadute alla base delle piante;
- evitare eccessi di concimazioni azotate, soprattutto in primavera;
- posizionare le rose in luoghi ben ventilati e soleggiati;
- utilizzare prodotti a base di zolfo bagnabile a intervalli di circa 10 giorni;
- rinforzare le difese naturali della pianta con biostimolanti a base di ceppi batterici e lieviti, elicitori (Chitosano cloridrato) o sostanze naturali come il bicarbonato di sodio;
- scegliere varietà di rose resistenti alle malattie.
Concimazioni troppo spinte rendono i tessuti della pianta più teneri e ricchi di liquidi, facilitando l’ingresso delle spore fungine e anche degli insetti.
Per chi desidera rose più robuste e facili da gestire, il vivaio Novaspina ha selezionato numerose varietà caratterizzate da un’elevata resistenza all’oidio e alle principali malattie fungine. Scegliere piante sane e adatte al proprio ambiente è il primo passo per godere di rose belle e fiorite più a lungo.
Per chi cerca varietà ad arbusto, con dimensioni superiori al metro di sviluppo, le più informali e indipendenti sono Mortalisatis, Gesualdo da Venosa, Rino’s Dream®, . Queste sono state sviluppate a partire da rosai antichi del gruppo delle gallica e centifolia: perfette per i giardini di campagna hanno fiori pieni, rustiche e di elevata resistenza alle malattie. Di sviluppo ordinato e non superiore ai cinquanta centimetri le rose Libereso Guglielmi®, Peace in you®, Baby Kikko® . Tra i rampicanti più soddisfacenti in termini di elevata decorativitià e resistenza alle malattie la rosa Moscalbo’®, Vincitrice di numerosi premi nei concorsi Internazionali tra cui il prestigioso ADR e la rosa Villa Borghese® sicuramente sono in testa, seguite da Ann Pat Ewen®, Rosildea®, Millamy®, Malabarista®. Tra i rosai a grandi fiori di elevata resistenza alla ticchiolatura e all’oidio la profumatissima rosa Aroma®. Della linea valoROSE®, Floria Tosca®, Susan R. Daniel® e la miniatura Little Salmon Pet ®
Azioni curative:
- intervenire con prodotti specifici (sistemici) quando i sintomi sono evidenti;
- trattare sempre nelle ore più fresche della giornata e su vegetazione asciutta;
- alternare i trattamenti usando diversi principi attivi per evitare fenomeni di resistenza;
- in caso di utilizzo di fitofarmaci, affidarsi a prodotti registrati e seguire attentamente le indicazioni in etichetta.
L’utilizzo di prodotti sistemici è limitato a pochi interventi nella stagione per non favorire fenomeni di resistenza. Oltre alle principali molecole di sintesi ( Difenoconazolo, Penconazolo, Tebuconazolo, Tetraconazolo) si possono avere ottimi risultati anche con
la famiglia delle Strobilurine (Azoxistrobin e Pyraclostrobin). Questi ultimi sono principi attivi che imitano l’azione antifungica di alcuni funghi basidiomicedi, che vanno a bloccare lo sviluppo di energia vitale del fungo patogeno. Sono fungicidi ad ampio spettro, rapida penetrazione e mobilità nella pianta unito ad una veloce degradabilità.
Un’altra soluzione ad ampio spettro, ad azione meccanica e che agisce sia su Peronospora e mosche bianche, tripidi, cicaline, acari, è l’olio di arancio dolce, presente in appositi formulati per uso agricolo, anche di libera vendita.
In base alle prove svolte posso affermare che vi sono vari prodotti e tecniche incrociate utilizzabili per contrastare e controllare l’oidio, anche per chi volesse gestire l’azienda o il giardino con metodi di basso impatto. Per l’utilizzo di prodotti registrati come fitofarmaci è generalmente richiesto il patentino fitosanitario, come l’aiuto di un consulente di fiducia.
Scopri le nostre varietà più resistenti alle malattie:
Rosai Rampicanti Rambler
H. Noisette
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